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Il male di vivere

Era il 21 settembre del 1860, quando a Francoforte un anziano uomo di 72 anni moriva a causa di una malattia polmonare. Probabilmente, fu per lui una liberazione; aveva sempre sostenuto che era meglio non desiderare una vita lunga: non avrebbe fatto altro che aumentare le sofferenze.
Tutti i suoi beni li aveva lasciati ai soldati prussiani rimasti invalidi dopo la rivoluzione del 1848 ed al suo amato cane; il suo pensiero, invece lo lasciò all’umanità. Quell’uomo era Arthur Schopenhauer.

Solitario, pessimista, misogino: è così che normalmente viene ricordato uno dei filosofi più significativi dell’800. Rivale di Hegel, amato da poeti, pensatori e scrittori di tutto il mondo, come Leopardi, Tolstoj e Sartre. Secondo Schopenhauer il nostro non poteva essere altro che il peggiore dei mondi possibili.
Amore, religione, vita, amicizia: nulla è mai del tutto reale, nulla è mai positivo. L’esistenza umana è destinata alla sofferenza, all’insoddisfazione, l’amore è solo una maschera necessaria per la continuazione della specie, non può esistere nessun essere superiore. In questo scenario drammatico, agli uomini non resta altro che cercare di liberarsi dal dolore, neutralizzando e negando la volontà di vivere. Un obiettivo non facile, ma necessario, che secondo il filosofo si potrebbe raggiungere solo tramite un percorso che parte dall’arte e dall’etica per arrivare infine ad un’ascesi, che invece che a Dio conduce alla tanto agognata noluntas ed al nulla.

Considerato inattuale e controcorrente dai suoi contemporanei, è soprattutto oggi che Schopenhauer è tornato a godere di un grande successo. È trascorso solo un anno da quando il suo “L’arte di ottenere ragione” era uno degli ebook più gettonati su iTunes; i suoi aforismi, i suoi pensieri vengono sempre più spesso citati, anche in opere cinematografiche come “La vita è bella”, e le posizioni che aveva assunto sui diritti degli animali e la vivisezione lo hanno fatto scoprire ed apprezzare da sempre più numerosi animalisti.

Amareggiato, deluso, disincantato, a volte fino all’esagerazione: Schopenhauer è stato un uomo che ha sofferto le delusioni e gli insuccessi che la vita gli ha riservato. Ma in fondo, proprio per questo è stato e continua ad essere uno dei filosi più affascinanti di tutti i tempi.




Aggiunto il 21/09/2012 19:39 da Admin

Argomento: Filosofia moderna

Autore: Mariagrazia Berardo



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