Contact Google Plus Facebook

Testata
FILOSOFIA IN ITALIA
Votazione media: 0/10

Ripensare la Riforma: ritornare al Vangelo

portico15124061872.jpg

Martedì 5 dicembre  proseguono alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) le lezioni del ciclo dedicato al tema Riforma. I processi di rinnovamento nella storia del cristianesimo ideato dal Centro Studi Religiosi. La conferenza dal titolo Ritornare al Vangelo. I movimenti radicali di riforma nell’Europa del Cinquecento è presentata da Lucia Felici, professoressa  di Storia moderna presso l’Università di Firenze. Il suo principale campo di indagine riguarda la storia culturale e sociale dell’Europa del Cinquecento. In particolare, nei suoi studi si è concentrata sul tema della tolleranza e del non conformismo religioso, sulla ricezione del pensiero di Erasmo, sui movimenti radicali di Riforma e sulle pratiche di viaggio. Ha rivolto inoltre la sua attenzione alle immagini della cultura islamica elaborate dalle società europee nel corso del XVI secolo. Recentemente ha pubblicato: Profezie di riforma e idee di concordia religiosa. Visioni e speranze dell’esule piemontese Giovanni Leonardo Sartori (Firenze 2009); Giovanni Calvino e l’Italia (Torino 2010); La riforma radicale nell’Europa del Cinquecento (et al., Roma-Bari 2012); Ripensare la riforma protestante. Nuove prospettive degli studi italiani (a cura di, Torino 2015); La riforma protestante nell’Europa del Cinquecento (Roma 2016).

Nel corso del Cinquecento, accanto alla Riforma di Lutero, Zwingli, Calvino, si è sviluppato il fenomeno complesso e meno noto cosiddetto della Riforma radicale. L’espressione “Riforma radicale” fu coniata dallo storico statunitense George H. Williams nel 1957 nella sua opera omonima, in contrapposizione alla “Riforma magisteriale” dei fondatori delle nuove Chiese protestanti.

Il merito di questa classificazione è di avere liberato i radicali dal giudizio spregiativo con il quale Martin Lutero liquidò le loro istanze religiose. Lutero, seguito da tutti i riformatori magisteriali, li giudicò pericolosi sovvertitori del nuovo ordine cristiano, creato con l’istituzione di Chiese riformate e con l’appoggio loro fornito dal potere politico, e cercò pertanto di escluderli o di spingerli ai margini della Riforma.

L’obiettivo vero a cui i radicali mirarono era di rifondare integralmente la società cristiana, tornando alle origini evangeliche della Chiesa attraverso un’opera di rinnovamento dell’individuo come della comunità.

Malgrado gli sforzi compiuti dalle Chiese riformate per persuadere, controllare o eliminare i non conformisti, essi sopravvissero in piccole comunità, soprattutto nei paesi più tolleranti come quelli dell’Europa orientale e in Olanda, prima di espatriare in America e di contribuire là alla nascita di una società libera, democratica e pluriconfessionale. Furono però i loro principi ad avere vita fertile e duratura, innervando il pensiero dell’Europa moderna per divenire poi patrimonio comune della nostra civiltà. In conclusione, la Riforma radicale perseguì obiettivi in parte diversi da quelli delle Chiese magisteriali e dimostrò, nel tempo, un’altra vitalità culturale, ma fece comunque parte, a pieno diritto, del complessivo moto riformatore.

Solo in pochi casi essa ha portato alla nascita di istituzioni, tradizioni di pensiero, comunità organizzate. Più spesso quelle idee non conformiste hanno seguito itinerari sotterranei: la diffusione di un libro, la predicazione di singoli personaggi, i flussi migratori in altri paesi. Quando si sono create comunità di fedeli, questi sono stati perseguitati e costretti a nascondersi. Lo spiritualismo, l’anabattismo e inizialmente anche l’antitrinitarismo non si sono fissati in nessuna ortodossia, ma hanno partecipato intensamente al dibattito religioso e culturale, difendendo spesso valori che hanno contribuito in maniera decisiva alla nascita del mondo moderno: il razionalismo, la rispettabilità dell’ateismo, la dignità dell’uomo al di fuori del suo credo. Sono tutti movimenti che hanno dato un fondamentale contributo alla rottura e al superamento dei paradigmi culturali tradizionali.

La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente nel sito www.fondazionesancarlo.it, da cui potrà essere scaricata gratuitamente.

A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione.

 

Paola Ferrari, ufficio stampa FSC

ufficiostampa@fondazionesancarlo.it  www.fondazionesancarlo.it




Aggiunto il 04/12/2017 17:49 da Paola Ferrari

Disciplina: Filosofia delle religioni

Autore: Paola Ferrari



Condividi