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LA GEOGRAFIA DELL’ALDILÀ NELLA GRECIA CLASSICA

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Martedì 20 ottobre proseguono le lezioni del ciclo dedicato al tema Immaginare l’altrove. Rappresentazioni dell’aldilà nelle culture religiose ideato dal Centro Studi Religiosi. Giuseppina Paola Viscardi presenta la conferenza dal titolo Hades. La geografia dell’aldilà nella Grecia classica.

Giuseppina Paola Viscardi è ricercatrice di Religioni del mondo classico presso l’Università di Bologna. Ha dedicato le sue ricerche alla divinazione nel mondo antico, alla funzione antropopoietica del mito e delle pratiche rituali, alla topografia degli spazi sacri e alla configurazione ideale e materiale del paesaggio religioso che caratterizza particolari agency divine (Helios, Hades, Artemis, Hecate). Tra le pubblicazioni recenti: Munichia. La dea, il mare, la polis (Roma 2015); Le verità del velo (a cura di, Firenze 2017).

Nell’epica eroica della Grecia antica, il viaggio verso l’oltremondo dei trapassati segue apparentemente un’unica direzione, risolvendosi nell’immagine dello “scendere all’Ade”, genericamente impiegata per designare la fine della vita. Una certa configurazione dell’aldilà è già presente nell’Iliade, dove il passaggio obbligato per accedere al mondo di sotto è plasticamente visualizzato dalle “porte d’acciaio” e dalla “soglia di bronzo” che segnano l’accesso a un luogo che occupa una posizione di assoluta centralità, situandosi a livello di punto mediano sulla perpendicolare che dalla volta celeste scende al fondo degli abissi. Tuttavia, nell’anatomia del cosmo tracciata da Omero appaiono ulteriori elementi che sembrano suggerire una dislocazione pensata anche in termini di spazialità orizzontale, disegnando un percorso che va dal centro del mondo conosciuto verso territori sempre più periferici, marcatamente decentrati. In Esiodo la doppia localizzazione dell’Ade appare perfettamente coordinata in una rappresentazione unitaria, cosciente delle reciproche interrelazioni esistenti tra dimensione orizzontale e dimensione verticale. L’immagine che si stava formando si modifica: dal piano verticale su cui era composta essa ruota di nuovo verso un piano orizzontale, annullando i contrasti alto-basso. Una tale facoltà di ruotare le rappresentazioni potrebbe essere interpretata non tanto come esempio di mitologie residue che entrano in conflitto, quanto piuttosto come una caratteristica della modalità di costruzione di un certo tipo di rappresentazioni, un modo dinamico di inglobare elementi contraddittori, a loro volta testimoni di quel “lavoro della cultura” in cui si rispecchia l’agire di processi tesi a fronteggiare l’ambivalenza suscitata da contenuti ansiogeni, come la paura della morte. Nell’ottica di un rapporto dinamico e dialettico tra margine e centro, la soglia dell’Ade può perciò essere concepita e percepita a un tempo come centro assoluto e periferia estrema, finendo per rappresentare una vera e propria porta cosmica, identificata anche con le Porte della Notte e del Giorno o con la Porta del Sole. Entro un tale orizzonte concettuale – spiega Viscardi - l’infernale vestibolo d’accesso allo spazio sotterraneo dell’Ade si configura, più che come immagine di un luogo effettivo, come concetto dinamico operativo all’interno di un sistema religioso e culturale che riconosce nell’esperienza dell’attraversamento della soglia, un elemento o un momento assiomatico nei processi di costruzione del patrimonio culturale di ogni gruppo umano.

La conferenza sarà trasmessa esclusivamente in diretta web su www.fondazionesancarlo.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della Fondazione Collegio San Carlo. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente su www.fondazionesancarlo.it, dove sarà accessibile gratuitamente. Per informazioni: 059.421208.  

 

 

Per informazioni

tel. 059.421208

csr@fondazionesancarlo.it

 

 




Aggiunto il 02/11/2020 12:01 da Paola Ferrari

Disciplina: Filosofia delle religioni

Autore: Paola Ferrari



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