Vivendo l’esperienza della prima guerra mondiale i filosofi dialogici Ebner e Rosenzweig hanno interpretato la crisi della modernità come crisi comunicativa. È avvenuto che mentre acquistavamo fede nei sistemi di pensiero, nelle ideologie, nella scienza, abbiamo perso la fede nella parola. I saperi costituiti ci hanno distratti verso una forma di linguaggio chiuso ed autoreferenziale e la parola è stata derubricata sul registro di una comunicazione impersonale, in cui dominano espressioni spiritualmente spente. Con la parola è venuto meno anche l’amore, che solo supera la distanza che ci divide dall'altro, dilatando il nostro io al di là del proprio mondo, oltre la propria solitudine.
Aggiunto il 10/07/2014 - 07:18 da Clemente Sparaco
Argomento: Filosofia contemporanea
Pagine: 292
Edizione: Ottobre 2013
Scritto da: Clemente Sparaco
Lingua: Italiano
Costo: 17 €
Casa editrice: Aracne editrice
ISBN: 978-88-548-6414-6
Introduzione, traduzione e commento di Alberto Tettamanti
Introduzione, traduzione e commento di Alberto Tettamanti
Introduzione, traduzione e commento di Alberto Tettamanti
Introduzione, traduzione e note di Alberto Tettamanti
Introduzione, traduzione e commento di Alberto Tettamanti
[Psychophysical Supervenience] «The mental supervenes on the physical in that any two things exactly alike in all physical properties cannot differ in respect of mental properties» (Kim, 1996). Kim en..
Nel libro ho cercato di argomentare il concetto sull'angoscia di Kierkegaard, quando noi passiamo da uno stadio esistenziale all'altro, puntiamo al miglioramento. Non sempre l'essere riesce nell'inten..