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FILOSOFIA IN ITALIA
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Uomini e dèi nel teatro greco

Martedì 6 novembre proseguono alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) le lezioni del ciclo dedicato al tema Sacro. L’esperienza simbolica del divino nelle tradizioni religiose ideato dal Centro Studi Religiosi. Andrea Taddei presenta la conferenza dal titolo Uomini e dèi. Feste e inni rituali nel teatro dell’antica Grecia. Andrea Taddei insegna Lingua e letteratura greca presso l’Università di Pisa. Professore invitato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e membro del Laboratorio “Antropologia e storia dei mondi antichi” dell’Ateneo pisano, ha orientato i suoi studi verso l’evoluzione delle concezioni e delle pratiche del diritto greco antico, con particolare riferimento all’antropologia giuridica di Louis Gernet. Si è occupato inoltre di oratoria attica e di epica omerica e ha affrontato questioni legate alla didattica della letteratura greca. Ha curato l’edizione italiana di Diritto e civiltà in Grecia antica di Louis Gernet (Firenze 2000) e dell’orazione Contro Leocrate di Licurgo (Milano 2012). Tra le sue pubblicazioni: Louis Gernet e le tecniche del diritto ateniese (Pisa 2001); Polivalenze epiche. Contributi di antropologia storica (a cura di, Pisa 2007); Testi e contesti. Per una didattica della letteratura greca nei nuovi licei (Pisa 2011).

Con questa lezione Taddei si propone di indagare la vita religiosa degli Ateniesi in rapporto con la dimensione politica. Sarebbe senz’altro sbagliato distinguere o addirittura opporre una temporalità politica sacra e una temporalità politica che – per comodità espositiva – potremmo dire ordinaria. Tempo ‘sacro’ e tempo ‘ordinario’ entrano in rapporto all’interno di una dimensione cronologica che fa riferimento a un quadro lunisolare, che non conosce consacrazione rituale dell’avvio di anno e che tiene conto solo in parte del ciclo stagionale, pur avendo evidente relazione anche con il ciclo delle stagioni e anche con la vita concreta, pratica in senso stretto, dei cittadini.

Quand’anche si voglia prescindere dai calcoli numerici in grado di fornire un’idea del numero di cittadini che – nel corso dell’anno attico – avevano rapporto diretto con performances rituali che coinvolgevano cori, è assolutamente evidente che quando il pubblico vedeva rappresentata una preghiera, il riconoscimento e l’identificazione si realizzavano non solo in termini – concreti ed elementari – interni allo svolgimento del dramma (la coerenza di quella preghiera entro quella situazione scenica), ma anche attraverso elementi connessi con cerimonie di culto reali, o parti di queste.

Appare, dunque, chiaro che il complesso gioco di riferimenti e relazioni tra coro e personaggi, da una parte, ma anche e soprattutto tra coro e pubblico seduto a teatro, dall’altra, funziona anche perché il pubblico individua elementi verbali e gestuali che riconosce come parte integrante della propria partecipazione, in forma individuale e collettiva, alla vita religiosa della polis – spiega Taddei - Le strategie utilizzate dagli autori dei drammi per evocare, per costruire, nell’immaginario degli spettatori, una festa corrispondono così a linee consolidate e in ogni caso sono sempre connesse con l’esperienza concreta degli spettatori nell’agire il sacro entro la polis, cui corrisponde una rappresentazione delle azioni sacre nel dramma.

 

La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta web collegandosi al sito www.fondazionesancarlo.it. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente sullo stesso sito, dove sarà accessibile gratuitamente. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione.

 

Paola Ferrari, ufficio stampa FSC ufficiostampa@fondazionesancarlo.it    www.fondazionesancarlo.it


Aggiunto il 05/11/2018 13:16 da Paola Ferrari

Disciplina: Filosofia delle religioni

Autore: Paola Ferrari



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