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LE EMOZIONI DELLE MACCHINE

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Venerdì 2 dicembre proseguono alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) le lezioni del ciclo dedicato al tema Tecnica. Forme di conoscenza e di costruzione del mondo, ideato dal Centro Culturale. L’incontro di venerdì dal titolo Le emozioni delle macchine. Forme di interazione tra umano e robot, è a cura di Daniele Mazzei, ricercatore presso il Centro interdipartimentale di ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. Dottore di ricerca in Automatica, Robotica e Bioingegneria, il suo principale campo di indagine è rappresentato dall’interazione tra uomo e macchina dal punto di vista delle emozioni e della comunicazione non verbale. È coordinatore scientifico del gruppo FACE, finalizzato alla costruzione di automi in grado di manifestare stati emotivi e riconoscere quelli dei loro interlocutori umani, e coordinatore tecnico del progetto EASEL, volto alla comprensione dei meccanismi di relazione simbiotica tra uomo e robot. Nel 2015 ha fondato la start-up Zerynth, che si propone di realizzare strumenti in grado di rendere più accessibili i sistemi integrati e le tecnologie connesse a internet e di progettare software capaci di ridurre i costi di sviluppo di oggetti e infrastrutture intelligenti.

F.A.C.E. (Facial Automaton for Conveying Emotions) è un androide sociale realizzato da un gruppo di ricercatori del Centro interdipartimentale di ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. L’automa è capace di interagire in modo empatico con gli esseri umani per mezzo della comunicazione non verbale. Dal punto di vista estetico, F.A.C.E. si presenta come un volto con sembianze femminili: la sua struttura interna è realizzata attraverso una stampante 3D, mentre la superficie esterna è modellata grazie a un tipo di silicone morbido e al tempo stesso solido che rende la pelle del robot molto simile a quella che ricopre i tessuti facciali umani. Attraverso un complesso sistema di motori e un meccanismo di rilevamento dei dati fisiologici del proprio interlocutore umano, l’automa riesce a riconoscere e a riprodurre sei espressioni facciali relative a sei diversi stati d’animo elementari (rabbia, disgusto, paura, felicità, tristezza, sorpresa). In tal senso, F.A.C.E. rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo della ricerca sull’interazione uomo-macchina e sull’intelligenza artificiale. Grazie alla semplicità delle sue manifestazioni espressive, inoltre, si rivela particolarmente utile in campo medico e terapeutico. In particolare, sono attualmente allo studio sue possibili applicazioni nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico, attraverso la simulazione di scenari di vita reale, in un contesto protetto, alla presenza di psicologi e medici. I robot sociali spiega Mazzei richiedono sia un apparato sensoriale innovativo in grado di percepire il “mondo sociale ed emotivo” in cui agiscono sia un sistema cognitivo in grado di gestire queste informazioni sensoriali in entrata e pianificare una risposta organizzata e meditata. Per consentire agli scienziati di progettare modelli cognitivi per questa nuova generazione di macchine sociali prosegue Mazzei è necessario sviluppare architetture di controllo che possano essere facilmente utilizzate anche da ricercatori senza competenze tecniche di programmazione, come psicologi e neuroscienziati.

La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta web collegandosi al sito www.fondazionesancarlo.it. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente sullo stesso sito, da cui potrà essere scaricata gratuitamente. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione.

 

Paola Ferrari, ufficio stampa FSC

paola@paolaferrari.it  

www.fondazionesancarlo.it




Aggiunto il 01/12/2016 21:34 da Paola Ferrari

Disciplina: Filosofia della scienza

Autore: Paola Ferrari



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